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Damme ‘o cane – Enzo Romano

Impazza sul web da mesi la riedizione di un brano musicale il cui successo non può non destare almeno la curiosità, diciamo di carattere “sociologico”, di chi di cani si occupa.

Damme 'o cane - Enzo Romano

Damme ‘o cane – Enzo Romano

E’ un brano struggente, appassionato, accorato … un vero melodramma italiano, più precisamente, una tragica sceneggiata napoletana, non riusciamo ancora a decidere se appartenente alla migliore o peggiore tradizione …

Il titolo è: “Damme ‘o cane“.

Un uomo, distrutto dal dolore, accetta che la sua donna si sia portata via tutto, dopo averlo lasciato: ma il cane, no!.. quello non doveva portarselo!!! Sottrargli ANCHE il cane è stato un vero e proprio atto di crudeltà che gli provoca una sofferenza incontrollabile… E da qui nasce il lungo, lacerante, inconsolabile .. (sì, anche un po’ ‘interminabile’, diciamolo..) lamento dell’abbandonato, che soltanto una cosa vuole: … ” ‘o cane”!

“Tutto mi dovevi fare, tranne che portare con te anche il cane …!”… “Non mi fa più niente, se vedo l’armadio senza i tuoi vestiti, se intorno tutto mi parla di noi, mi manca il More

Squallor Story al Chiambretti Night con Ciro Ippolito e Alfredo Cerruti.

IL VIDEO DELL’EVENTO CON GLI INTERVENTI DI CIRO IPPOLITO E ALFREDO CERRUTI.

LA SERATA

Nel locale più cool della tv, come direbbe il buon Piero Chiambretti, il 07/04/2010 si è celebrata la serata dedicata agli Squallor, un gruppo musical-demenziale ignoto probabilmente ai più ‘ciòvani’, divenuti dei cult nel loro genere facendo la storia della discografia degli ultimi 30 anni.

Il Pierino nazionale al Chiambretti Night ha accolto in studio il canuto Ciro Ippolito, produttore anche di due film tratti da ‘opere’ degli Squallor e prima ancora di pellicole per così dire storiche come “Lacrime napulitane” con Mario Merola. Per l’occasione Chiambretti si è agghindato con una parrucca stile Fab4 dei Beatles, un caschetto che riportava la trasmissione agli anni ‘70. E gli anni della disco music sono stati rievocati anche dal balletto di Bill Goodson, coerentemente calato in quel periodo.

Per chi non lo sapesse, gli Squallor sono stati un’operazione di marketing discografica riuscitissima sul finire degli anni 70 e poi 80 e 90: grazie a dei titoli forti, spesso decisamente volgari, (Troia, Tocca l’albicocca, Cappelle, Uccelli d’Italia, Arrapaho, Cielo Duro) divennero un vero e proprio caso prima discografico e poi per l’appunto cinematografico grazie a Ciro Ippolito. Merito anche di una campagna pubblicitaria che faceva il verso al tabu sessuale dell’epoca e tra i primi a trattare l’omosessualità. Il primo film, “Arrapaho“, come ha spiegato il produttore napoletano che ha al suo attivo anche una storia d’amore con Laura Antonelli, costò 150 milioni di lire e incassò ben 5 miliardi di allora e il successivo, “Uccelli d’Italia”, qualcosa meno ma fu sempre un successo. Un vero e proprio fenomeno non casuale: a far parte degli Squallor, a dissacrare l’intero mercato della discografia di allora erano delle menti grigie che nei vinili ci lavoravano. Due di loro purtroppo sono scomparsi ma il terzo, Alfredo Cerruti, è apparso ieri in trasmissione nelle vesti di pentito, nascosto da un paravento, perchè più noto per la voce che per la faccia.

Per capirci, chi si ricorda di “Indietro Tutta“, Cerruti era quello che da un finto megafono ripeteva costantemente “Volante uno a volante due…“. La voce di Cerruti era più nota del suo cognome anche per Pierino che più volte l’ha chiamato Cerutti… e Alfredo con la consueta ironia lo ha rimproverato dicendogli: “Cerutti, cerutti… cerutt’o cazz…“.

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