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morte

Saper affrontare la morte è importante come saper affrontare la vita.

Star Trek: test della Kobajashy Maru, l’Enterprise riceve una richiesta di soccorso da una nave cargo situata nella zona neutrale, il test pare saggiare le capacità di comando di un cadetto, la scelta: tentare il salvataggio degli uomini sulla Kobajashi Maru e violare il trattato oppure lasciarli morire, qualsiasi sia la scelta porta al fallimento del test, perchè, per un comandante di una nave stellare: “Saper…

Tributo ad un grande cantautore: addio Lucio Dalla.

Una vita di Musica e Poesia… le parole non servono a nulla, addio Lucio, riposa in pace.

Si può lasciare la propria moglie la prima notte di nozze per andare a giocare a poker? E se questa si chiamasse Edwige Fenech?

E’ successo, chiaramente in un film:  il marito, Adriano Celentano, se ne va a giocare a carte la prima notte, ma quel che è peggio, torna dalla partita di poker sotto forma di fantasma. La mogliettina fresca di altare non ci crede, chiama la domestica per sapere se vede il marito… ma…

In questo piccolo spezzone di film ammiriamo la sexy diva di qualche anno fa, Edwige Fenech, in uno dei suoi film più riusciti, un film tipo Ghost-Fantasma all’italiana, ma che è stato girato prima del film americano, che ci abbiano ancora una volta fregato l’idea.

Naufragio Costa Concordia – I video con le telefonate intercorse tra il comandante Schettino e il capitano De Falco

In una notte di terrore e di morte, i destini di due uomini si incrociano, il comandante Schettino di Meta di Sorrento (NA) e il Capitano Gregorio De Falco di Napoli, qui possiamo vedere la differenza che corre tra napoletani e Napoletani, sono quelli come Schettino che ci fanno vergognare, mentre gli uomini come il Capitano De Falco di fanno gonfiare il petto d’orgoglio, l’orgoglio di essere napoletano e allo stesso tempo ligio al dovere.



MotoGp: la morte assurda di Marco Simoncelli.

… non è possibile morire così!!!

Apple: è morto Steve Jobs aveva 56 anni.

“Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile essere umano”. Questo il comunicato che si legge sulla home page della Apple.

L’uomo simbolo dell’era digitale ha perso la sua battaglia contro il cancro. Il fondatore della Apple, Steve Jobs è morto: aveva 56 anni e da sette combatteva contro una rara forma di tumore al pancreas. “Apple ha perso un genio visionario e creativo e il mondo ha perso un uomo speciale. Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e lavorare con lui hanno perso un caro amico e un mentore – si legge ancora nel comunicato sul sito di Apple – Steve lascia dietro di sè ciò che solo lui avrebbe potuto creare e il suo spirito sarà per sempre alla base di Apple”.

La società di Cupertino ha poi inviato i lettori a scrivere messaggi all’indirizzo rememberingsteve@apple.com. Il padre della Apple aveva formalmente lasciato la carica di amministratore delegato al suo braccio destro, Tim Cook, lo scorso mese di agosto, dopo 35 anni di inarrestabile ascesa nel mondo dell’IT che hanno rivoluzionato il modo di concepire il computer, la musica, la telefonia. L’ultima sua creatura, l’Ipad, lanciata nel 2010, ha stregato il pubblico tanto quanto l’IPhone, l’Ipod o Itunes. L’ultima sua apparizione pubblica risale allo scorso 7 giugno quando Jobs, provato e dimagrito, ha partecipato alla seduta del consiglio comunale di Cupertino per presentare il progetto di un nuovo campus aziendale.

Non ha mai smesso di “creare”, riferiscono amici e collaboratori, e la malattia ha reso il suo lavoro ancora più febbrile. Ma fino alla fine Jobs ha rinunciato a riconciliarsi con il suo padre biologico, Abdulfattah Jandali, un siriano-americano che lo aveva abbandonato ai genitori adottivi Paul e Clara Jobs di Mountain View, in California.

Il discorso di Steve Jobs alla Stanford University, considerato il suo testamento per i giovani:

Lost: il finale! Tentiamo di spiegarvi il senso dell’ultimo episodio.

Raccomandiamo vivamente a chi non ha ancora visto l’ultima puntata di non guardare il video ne leggere, questo per non rovinarvi il gusto di vederla da soli.
Ecco le risposte, cominciate a vedere il simpatico video ANSWERS.

Siamo sull’isola, in un tempo presente che identifichiamo nell’anno 2007. Jack, Kate e Hugo si dirigono verso il posto più importante dell’isola – d’ora in poi, la Luce – mentre Sawyer raggiunge il pozzo dove il finto Locke – d’ora in poi, Smokey – ha gettato Desmond. Sawyer trova sul posto Smokey e Ben, e dal loro dialogo abbiamo la conferma definitiva che Smokey ha bisogno di distruggere l’isola per andarsene, per essere libero. D’altra parte Jacob lo aveva spiegato in uno degli episodi precedenti: l’isola è un tappo, impedisce al male di diffondersi nel mondo.

Impedisce al male di diffondersi nel mondo? Ma non c’è già un sacco di male, nel mondo? Sì. Probabilmente per male non si intende semplicemente morte e malvagità e corruzione dell’animo umano, bensì proprio la distruzione fisica del mondo. Jacob ne parla in questi termini: la fine, la fine di tutto, la morte di tutti. E quando Desmond toglie il tappo dalla Luce, l’isola inizia effettivamente a sbriciolarsi. Probabilmente il mondo avrebbe fatto la stessa fine di lì a poco, se Jack non avesse rimesso il tappo. Questo ci porta a un’altra domanda non da poco: cos’è l’isola? Quello che sappiamo è che un posto che contiene una gigantesca energia – quella che la Dharma era venuta a studiare, cercando di controllarla con cose tipo la stazione del Cigno – e che comunque fin dall’alba dei tempi gli uomini cercano di possedere (questo ci dice la statua col piedone: che l’isola ha una storia più che millenaria). Che quell’energia è talmente preziosa che deve essere sorvegliata e protetta da alcune persone speciali, e che è possibile tramandare questo ruolo. Per il momento chiudiamo qui la parentesi, ne riparliamo più avanti.

La conferma che Smokey deve distruggere l’isola, per lasciarla, ci dice anche un’altra cosa: che non ha mai pensato di More

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