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METTONO LE MANI AVANTI

Cercando di anticipare gli eventi, l’amministrazione americana da diversi giorni è in stato d’allerta per la portata di questi documenti. Ha condotto negoziati con il Congresso e con i governi della maggior parte delle nazioni con cui ha una rappresentanza diplomatica per informarli sul contenuto probabile delle notizie e le loro possibili conseguenze. Il Dipartimento di Stato ha inviato all’inizio di questa settimana, una relazione alle commissioni principali della Camera dei Rappresentanti e del Senato avvertendoli della situazione. Il Segretario di Stato, Hillary Clinton ha telefonato sia pure in notevole ritardo ai governi dei paesi più colpiti da questa fuga di informazioni importanti, compresi quelli provenienti da Cina, Germania, Francia e Arabia Saudita, per informarli di quanto accaduto e per fornire qualche giustificazione. Nel Regno Unito, Israele, Italia, Australia e Canada, fra gli altri partner degli Stati Uniti, i portavoce dei rispettivi ministeri esteri hanno confermato di aver ricevuto informazioni da ambasciatori americani, ma non hanno rivelato i dettagli sui dati precisi che erano stati sottoposti alla loro attenzione. Il portavoce del Dipartimento di Stato, P. J. Crowley, ha ammesso di non sapere esattamente le informazioni che appariranno sui giornali, ma ha dichiarato che “queste rivelazioni produrranno un danno degli interessi degli Stati Uniti.” “Si creerà tensioni tra i nostri diplomatici e dei nostri amici in tutto il mondo”. Il Dipartimento di Stato teme in particolar modo per i suoi interessi, in particolare appare preoccupato per il danno che questo può provocare nella guerra contro Al Qaeda in alcune regioni in cui condotta in modo carsico e segreto, come lo Yemen e il Pakistan, e l’impatto che può avere sui rapporti già difficili con altre potenze come la Russia e la Cina.

DUE ANNI DI SEGRETI

Le informative che, in totale, dovrebbero essere 251.287 documenti, coprono un periodo di tempo che va fino a febbraio 2010 e, per la maggior parte, riguardano gli ultimi due anni, sono stati forniti da diverse settimane da WikiLeaks, al quotidiano The Guardian, il New York Times, Le Monde e il settimanale Der Spiegel. Questi mezzi hanno lavorato separatamente nella valutazione e la selezione dei materiali, e rendendo disponibili ai loro lettori le storie che ciascuno di essi reputerà di maggior interesse, che in alcuni casi coincidono, ed in altri no. Questo processo è stato condotto in una condizione di non compromettere le fonti prima protette o le persone la cui vita potrebbe essere in pericolo dopo queste rivelazioni. Allo stesso tempo, tutti i media hanno fatto uno sforzo per impedire la divulgazione di eventi che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza di qualsiasi paese, in particolare gli Stati Uniti, il più esposto da queste rivelazioni. “Per questo motivo, alcuni dei documenti -spiega El Pais – conterranno degli omissis oppure risulteranno incompleti. Si tratta di materiale che fornisce notizie rilevanti per la gestione delle problematiche di grande impatto a livello mondiale, come il programma nucleare iraniano, le tensioni in Medio Oriente, le guerre in Iraq e in Afghanistan e altri conflitti in Asia e in Africa.

OBIETTIVO GLOBALE

Molti dei documenti”trafugati” affrontano in particolare questo aspetto. I movimenti tra gli Stati Uniti e i loro alleati per affrontare il terrorismo e il radicalismo islamico, oltre a rivelare i dettagli su eventi importanti come il boicottaggio di More