• .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .


cult

Zio Peppe Sorrentino stronca l’esibizione canora di Don Luigi.

Zio Peppe Sorrentino stronca l’esibizione canora di Don Luigi.Quella che vi presentiamo è una rarità assolutamente esclusiva. L’anno non è importante, basti sapere che all’epoca imperavano le radio locali, non esistevano i telefonini, i computer erano davvero per pochi eletti che lavoravano in assembler. Queste radio erano piene di personaggi strani che negli anni sarebbero diventati veri e propri Cult su intenet. Siamo a Radio Jolly, stazione locale napoletana, Don Pasquale Del Giudice, co-conduttore insieme a Zio Peppe Sorrentino della trasmissione, annuncia l’esibizione di Don Luigi, cantante napoletano alle prime armi con la voce da topo. La canzone è dedicata alla signora Rosaria dal Vomero, Don Luigi canterà Na SeraE Maggio. Tutto pare filare liscio, comica e stonata la performance canora di Don Luigi, al termine però Zio Peppe lo stronca.

Eccovi i dialoghi di questa esclusiva rarità internettiana:

Zio Peppe: “Ma chi

More

Squallor Story al Chiambretti Night con Ciro Ippolito e Alfredo Cerruti.

IL VIDEO DELL’EVENTO CON GLI INTERVENTI DI CIRO IPPOLITO E ALFREDO CERRUTI.

LA SERATA

Nel locale più cool della tv, come direbbe il buon Piero Chiambretti, il 07/04/2010 si è celebrata la serata dedicata agli Squallor, un gruppo musical-demenziale ignoto probabilmente ai più ‘ciòvani’, divenuti dei cult nel loro genere facendo la storia della discografia degli ultimi 30 anni.

Il Pierino nazionale al Chiambretti Night ha accolto in studio il canuto Ciro Ippolito, produttore anche di due film tratti da ‘opere’ degli Squallor e prima ancora di pellicole per così dire storiche come “Lacrime napulitane” con Mario Merola. Per l’occasione Chiambretti si è agghindato con una parrucca stile Fab4 dei Beatles, un caschetto che riportava la trasmissione agli anni ‘70. E gli anni della disco music sono stati rievocati anche dal balletto di Bill Goodson, coerentemente calato in quel periodo.

Per chi non lo sapesse, gli Squallor sono stati un’operazione di marketing discografica riuscitissima sul finire degli anni 70 e poi 80 e 90: grazie a dei titoli forti, spesso decisamente volgari, (Troia, Tocca l’albicocca, Cappelle, Uccelli d’Italia, Arrapaho, Cielo Duro) divennero un vero e proprio caso prima discografico e poi per l’appunto cinematografico grazie a Ciro Ippolito. Merito anche di una campagna pubblicitaria che faceva il verso al tabu sessuale dell’epoca e tra i primi a trattare l’omosessualità. Il primo film, “Arrapaho“, come ha spiegato il produttore napoletano che ha al suo attivo anche una storia d’amore con Laura Antonelli, costò 150 milioni di lire e incassò ben 5 miliardi di allora e il successivo, “Uccelli d’Italia”, qualcosa meno ma fu sempre un successo. Un vero e proprio fenomeno non casuale: a far parte degli Squallor, a dissacrare l’intero mercato della discografia di allora erano delle menti grigie che nei vinili ci lavoravano. Due di loro purtroppo sono scomparsi ma il terzo, Alfredo Cerruti, è apparso ieri in trasmissione nelle vesti di pentito, nascosto da un paravento, perchè più noto per la voce che per la faccia.

Per capirci, chi si ricorda di “Indietro Tutta“, Cerruti era quello che da un finto megafono ripeteva costantemente “Volante uno a volante due…“. La voce di Cerruti era più nota del suo cognome anche per Pierino che più volte l’ha chiamato Cerutti… e Alfredo con la consueta ironia lo ha rimproverato dicendogli: “Cerutti, cerutti… cerutt’o cazz…“.

More