Anche se siamo contro la guerra queste scene le troviamo commoventi davvero, i soldati di ritorno dalla guerra in Iraq rivedono le loro famiglie dopo anni.
Anche se siamo contro la guerra queste scene le troviamo commoventi davvero, i soldati di ritorno dalla guerra in Iraq rivedono le loro famiglie dopo anni.
Ecco il plot del video realizzato per la sicurezza stradale in Francia: proprio il Governo ha infatti messo in rete la pubblicità sociale dedicata soprattutto a chi vive la notte, ai giovani che in più di un’occasione diventano le vittime predestinate di un bicchiere di troppo.
Domenica, ore 6 del mattino. Una donna si sveglia di soprassalto. Davanti alla porta di casa un uomo in uniforme guarda per terra, immobile. Sabato, ore 20. Ci si ritrova tra amici. Ci si riscalda per la serata, che si annuncia alcolica. Elodie, Claire, Laura, Julien, Yannis e Fred non lo sanno ancora, ma dovranno affrontare l’insostenibile.
Il messaggio del video è forte e drammatico, ma Read more…
Il neomelodico Tony di Scioscia inpreta una canzone dedicata ai mondiali Sud Africa 2010 dal titolo: a vuvuzzella. Sottotitolato alla pagina 777 del www.
Davvero non ci sono parole per commentare questo video, in cui bimbi arabi prestano la propria candida voce innocente ad un fosco e sanguinario inno in favore del martirio terroristico. Ricorda quelle scene della Germania e della Russia anni ’30 che consideravamo ormai consegnate definitivamente all’archivio della storia umana.
Affermazioni assurde tipo: “non sono mai stato un matematico, ma credo che 4 sia più grande di 3, caxxo!” oppure “Eravamo lì che dicevamo: ‘La mettiamo prima davanti o prima dietro’ e Steve ha detto: ‘Non importa dove la mettete, basta metterla caxxo!’ ” imperdibile!
Raccomandiamo vivamente a chi non ha ancora visto l’ultima puntata di non guardare il video ne leggere, questo per non rovinarvi il gusto di vederla da soli.
Siamo sull’isola, in un tempo presente che identifichiamo nell’anno 2007. Jack, Kate e Hugo si dirigono verso il posto più importante dell’isola – d’ora in poi, la Luce – mentre Sawyer raggiunge il pozzo dove il finto Locke – d’ora in poi, Smokey – ha gettato Desmond. Sawyer trova sul posto Smokey e Ben, e dal loro dialogo abbiamo la conferma definitiva che Smokey ha bisogno di distruggere l’isola per andarsene, per essere libero. D’altra parte Jacob lo aveva spiegato in uno degli episodi precedenti: l’isola è un tappo, impedisce al male di diffondersi nel mondo.
Impedisce al male di diffondersi nel mondo? Ma non c’è già un sacco di male, nel mondo? Sì. Probabilmente per male non si intende semplicemente morte e malvagità e corruzione dell’animo umano, bensì proprio la distruzione fisica del mondo. Jacob ne parla in questi termini: la fine, la fine di tutto, la morte di tutti. E quando Desmond toglie il tappo dalla Luce, l’isola inizia effettivamente a sbriciolarsi. Probabilmente il mondo avrebbe fatto la stessa fine di lì a poco, se Jack non avesse rimesso il tappo. Questo ci porta a un’altra domanda non da poco: cos’è l’isola? Quello che sappiamo è che un posto che contiene una gigantesca energia – quella che la Dharma era venuta a studiare, cercando di controllarla con cose tipo la stazione del Cigno – e che comunque fin dall’alba dei tempi gli uomini cercano di possedere (questo ci dice la statua col piedone: che l’isola ha una storia più che millenaria). Che quell’energia è talmente preziosa che deve essere sorvegliata e protetta da alcune persone speciali, e che è possibile tramandare questo ruolo. Per il momento chiudiamo qui la parentesi, ne riparliamo più avanti.
La conferma che Smokey deve distruggere l’isola, per lasciarla, ci dice anche un’altra cosa: che non ha mai pensato di Read more…
Vedere scene del genere è una vergogna! Infatti sembra che le autorità indonesiane abbiano denunciato i genitori, ma solo dopo che il video ha fatto il giro del mondo e lui è diventato un fenomeno da baraccone. Pare che ne fumi addirittura 40 al giorno. Vivrà a lungo?
«In quell’epoca, immediatamente dopo il Concilio, io avevo inviato un piccolo lavoro ad Hans Urs von Balthasar, il quale come sempre mi ringraziò immediatamente con un cartoncino ed al ringraziamento aggiunse una frase pregnante che per me divenne indimenticabile: non presupporre, ma proporre la fede. Fu un imperativo che mi colpì. L’ampio spaziare in nuovi campi era buono e necessario, ma solo a partire dal presupposto che esso stesso traesse origine dalla luce centrale della fede e da questa luce fosse sostenuto. La fede non ha permanenza di per se stessa. Non la si può mai semplicemente presupporre come una cosa già in se conclusa. Deve continuamente essere rivissuta. E poiché è un atto, che abbraccia tutte le dimensioni della nostra esistenza, deve anche essere sempre ripensata e sempre di nuovo testimoniata»